Ciao Eugenio.
Alle 19, come siamo solitamente puntuali e precisi noi Ruberto, siamo all’ospedale civile di Piedimonte Matese (CE), come da appuntamento fissato via SMS dalla Regione Campania.
Abbiamo atteso invano fino alle 20, orario in cui, incuriositi dalla nostra permanenza eccessiva rispetto alla maggioranza delle persone vaccinate in meno di 5 minuti, chiediamo lumi.
Bastava la famosa parolina magica “scusa” per farci tornare a casa contenti e soddisfatti, anche se non vaccinati.
Invece oltre al danno la beffa: nessuno ci ha informato sull’iter da seguire, il personale incaricato non ha ottemperato al proprio dovere (e forse un briciolo di passione e umanità) di far seguire i nostri documenti, consegnati come previsto, la giusta trafila burocratica al fine della vaccinazione.
Morale della favola: un garbato giovanotto della protezione civile si è incaricato di informarci che eravamo nel limbo, in una attesa perenne che non avrebbe portato a nulla.
Ne è seguita una garbata precisazione da parte nostra della immotivata attesa nonché mancata informazione, ed una sgarbata e arrogante presa di posizione da parte del personale sanitario preposto.
Delle semplici ma efficaci scuse avrebbero risolto tutto e subito.
Preghiamo insieme:
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