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Leggi e ascolta il Vangelo e la Parola del 28 marzo 2025
Venerdì della III settimana di Quaresima
- S. Józef Sebastian Pelczar vescovo e fond. (1842-1924)
- S. Gontran (Gontrano) re dei Franchi († 592)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Non chiameremo più dio nostro l’opera delle nostre mani.
Dal libro del profeta Osèa
Os 14,2-10
Così dice il Signore:
«Torna, Israele, al Signore, tuo Dio,
poiché hai inciampato nella tua iniquità.
Preparate le parole da dire
e tornate al Signore;
ditegli: “Togli ogni iniquità,
accetta ciò che è bene:
non offerta di tori immolati,
ma la lode delle nostre labbra.
Assur non ci salverà,
non cavalcheremo più su cavalli,
né chiameremo più “dio nostro”
l’opera delle nostre mani,
perché presso di te l’orfano trova misericordia”.
Io li guarirò dalla loro infedeltà,
li amerò profondamente,
poiché la mia ira si è allontanata da loro.
Sarò come rugiada per Israele;
fiorirà come un giglio
e metterà radici come un albero del Libano,
si spanderanno i suoi germogli
e avrà la bellezza dell’olivo
e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,
faranno rivivere il grano,
fioriranno come le vigne,
saranno famosi come il vino del Libano.
Che ho ancora in comune con gli ìdoli, o Èfraim?
Io l’esaudisco e veglio su di lui;
io sono come un cipresso sempre verde,
il tuo frutto è opera mia.
Chi è saggio comprenda queste cose,
chi ha intelligenza le comprenda;
poiché rette sono le vie del Signore,
i giusti camminano in esse,
mentre i malvagi v’inciampano».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 80 (81)
R. Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.
Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia
e io ti ho liberato. R.
Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi! R.
Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto. R.
Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia». R.
Acclamazione al Vangelo
Gloria e lode a te, o Cristo!
Convertitevi, dice il Signore,
perché il regno dei cieli è vicino. (Mt 4,17)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Il Vangelo di oggi 28 marzo 2025
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore: lo amerai.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,28b-34
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.

Sant’Agostino (354-430)
vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
De Trinitate, VIII,12 ; PL 42, 958B-959A (trad. cb© evangelizo)
“Amerai il Signore tuo Dio e il tuo prossimo come te stesso”
Notiamo fino a che punto l’apostolo Giovanni ci raccomanda l’amore fraterno: “Chi ama suo fratello, dice, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo” (1 Gv 2,10). E’ chiaro che l’apostolo vede la perfezione della giustizia nell’amore ai fratelli: poiché colui in cui non c’è occasione di errore è perfetto. Tuttavia sembra passare sotto silenzio l’amore per Dio: cosa che non farebbe mai se nella carità fraterna stessa non intendesse Dio. (…) Chi non è in Dio non è nella luce, poiché “Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna” (1 Gv 1,5). Chi quindi non è nella luce, cosa c’è di strano che non veda nella luce, ossia che non veda Dio, poiché è nelle tenebre? Vede suo fratello in modo umano, cosa che non permette di vedere Dio. Ma se il fratello che egli vede in modo umano lo amasse con carità spirituale allora vedrebbe Dio che è la carità stessa, con quella vista interiore che permette di vederlo. Così quindi, chi non ama il fratello che vede, come può amare Dio che non vede, perché Dio è amore e questo amore manca a chi non ama suo fratello? E che non sia più questione di sapere quanta carità dobbiamo al fratello, quanta a Dio: incomparabilmente più a Dio che a noi, tanta ai fratelli quanta a noi stessi; e ci amiamo tanto più noi stessi quanto più amiamo Dio. E’ quindi con una sola stessa carità che amiamo Dio e il prossimo; ma amiamo Dio per se stesso, noi e il prossimo per Dio.
Parole del Santo Padre
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, con tutta la tua forza. […] Amerai il tuo prossimo come te stesso» (vv. 30-31).
Scegliendo queste due Parole rivolte da Dio al suo popolo e mettendole insieme, Gesù ha insegnato una volta per sempre che l’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono inseparabili, anzi, di più, si sostengono l’un l’altro. Pur se posti in sequenza, essi sono le due facce di un’unica medaglia: vissuti insieme sono la vera forza del credente! Amare Dio è vivere di Lui e per Lui, per quello che Lui è e per quello che Lui fa. E il nostro Dio è donazione senza riserve, è perdono senza limiti, è relazione che promuove e fa crescere. Perciò, amare Dio vuol dire investire ogni giorno le proprie energie per essere suoi collaboratori nel servire senza riserve il nostro prossimo, nel cercare di perdonare senza limiti e nel coltivare relazioni di comunione e di fraternità. (Angelus, 4 novembre 2018)
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